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La filosofia del kendo

Fonte: Mizuta Kendo Club

Il Kendo ha profondi legami con il buddismo zen, il taoismo e perfino con quegli elementi confuciani che hanno portato alla definizione di samurai come uomo perfetto.

Ovviamente, per praticare il Kendo, non è necessario aderire ad alcun credo, poichè è semplicemente attraverso la pratica che se ne godono i benefici.

Quali sono questi benefici e cosa si apprende con il Kendo?

– REI (buone maniere): il rispetto e l’attenzione per l’umanità che ci circonda e in cui specchiarsi, allo scopo di conoscere meglio noi stessi.

– CHOKU (franchezza): la determinazione nel perseguire i propri obiettivi lealmente e senza esitazioni.

– SEI (imperturbabilità): la capacità di mantenere sempre lucidità e concentrazione per prendere le decisioni migliori.

– SOKU (rapidità): la tempestività d’azione e risolutezza di giudizio quando le circostanze lo richiedano.

Il Kendo è una disciplina che richiede poca forza e può essere praticato a qualsiasi età e per tutta la vita; l’allenamento è sia fisico (in modo prevalente nei principianti) che mentale (in età avanzata).

Scopo fondamentale del Kendo è senza dubbio, quello di coltivare un potere di osservazione tale da permettere a chi lo pratica di comprendere la vera essenza delle cose…
Fine ultimo, ma anche estremamente difficile da raggiungere è, poi, quello di acquisire la capacità di conoscere e penetrare la propria realtà.
Quando uno studioso di Kendo raggiunge questo stadio non ha più nè ego nè presunzione alcuna. Si trova in una posizione in cui può esaminare se stesso con la stessa imparziale correttezza con cui considera gli altri…
MUGA NO KYOCHI (stato di non ego), MEIKYO-SHISUI NO KYOCHI (stadio in cui la mente è lucida e chiara come uno specchio senza macchia o come acqua immobile), FUDO-SHIN (mente immobile), sono tutte espressioni che si riferiscono al medesimo stato mentale. E coloro lo raggiungono sono detti TATSU-JIN (uomini realizzati/perfetti) dai quali è impossibile avere opinioni errate o incomplete

(Ichiro Yano)

Quali sono i mali che il kendo riesce a vincere?

– KYO(sorpresa),
– KU(paura),
– GI(dubbio),
– WAKU(perplessità).

Allo scopo di rendere la mente libera da ostacoli (SHI SHIN).
Le persone presuntuose o avide sono generalmente sconfitte, però, attraverso la sconfitta, la loro presunzione viene meno ed essi apprendono gradualmente ad esaminare se stessi oggettivamente, fino a far scomparire ogni traccia di egoismo così da giungere alla calma della mente totalmente purificata come uno specchio senza nubi.

Solamente questo genere di mente conterrà un infinito movimento controllato dal nulla (SEI CHU DO movimento in tranquillità e FUDO SHIN mente immobile)
IL KENDO RENDE LA MENTE CALMA, SERENA, NORMALE. Zen e Kendo hanno quindi il medesimo scopo: KEN ZEN ICHI (spada e zen concordano).