Il nostro Dojo, Kendo e cultura

Gara di kendo del Mizuta Kendo Club: crescita, spirito di gruppo e nuove energie nel dojo

Ieri sera, nel dojo, si è respirata un’atmosfera speciale, di quelle che restano impresse non solo per ciò che accade sullo shiai-jo, ma per il senso profondo che riescono a trasmettere.
La gara interna del club è stata vissuta nello spirito più autentico che si vuole coltivare: un momento didattico, condiviso, capace anche di mantenere una dimensione ludica, più che puramente agonistica. Un’occasione per crescere insieme, mettersi alla prova e vivere il kendo con quel sorriso che nasce spontaneo quando si condivide una passione.
La partecipazione è stata ampia e sentita. Non è stato soltanto il segno di una serata riuscita, ma la conferma di un percorso più ampio: il club ha vissuto nell’ultimo anno una vera rifioritura, percepibile non solo durante eventi come questo, ma lungo tutto l’anno, in ogni allenamento e in ogni momento condiviso.
La gara ha coinvolto sette squadre composte da tre kendoka ciascuna, e per molti si è trattato della prima esperienza in competizione. Proprio questa combinazione di esperienza ed esordio ha contribuito a creare un clima particolarmente intenso. La formula a squadre ha ulteriormente rafforzato la coesione del gruppo, favorendo il sostegno reciproco e il senso di responsabilità condivisa.
Al termine degli incontri, la classifica ha visto al primo posto la squadra formata da Beltrami e Zenatto, seguita da Cian, Foccardi e Ursella, mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato da Zampini, Bancheri e Cucco. A completare il quadro, il quarto posto per De Rossi, Maneo e Pillon.
Sono stati inoltre assegnati i riconoscimenti per il Fighting Spirit a Maneo e a Ursella.
Un contributo significativo all’evento è arrivato anche dal sostegno di Wave murano glass, che ha messo a disposizione i premi artigianali in vetro di Murano (Grazie Roberto B.!!!), aggiungendo un tocco di valore e identità a una serata già ricca di significato.
Al di là dei risultati, ciò che emerge con forza è il valore dello shiai come strumento formativo. È stata un’opportunità preziosa per osservare ogni praticante in maniera individuale, cogliendone sia i punti di forza sia le aree di miglioramento. I progressi sono già evidenti e testimoniano un miglioramento significativo.
Il percorso nel kendo, tuttavia, non è uniforme per tutti. C’è chi dimostra fin da subito una particolare predisposizione e chi, invece, necessita di più tempo per assimilare e applicare i principi. Entrambe le condizioni trovano pieno significato all’interno della pratica. Ai più naturali si guarda con fiducia e con l’obiettivo di affinare ulteriormente le loro capacità, mentre chi incontra maggiori difficoltà viene accompagnato in un percorso che trova proprio nel kendo uno strumento educativo essenziale.
La serata si è conclusa lasciando un senso diffuso di soddisfazione e consapevolezza. Momenti come questo rappresentano la vera essenza del kendo: non solo competizione, ma condivisione, crescita e costruzione di una comunità capace di sostenersi e migliorarsi nel tempo. È proprio da qui che si gettano le basi per il futuro del dojo.

A rendere la serata ancora più significativa, è stata la presenza di Lok, kendoka di Hong Kong 4° dan, che per motivi di lavoro ha trascorso un mese a Venezia allenandosi con noi. Nella serata di ieri ha voluto essere presente per assistere alla gara e salutare il gruppo, portando il suo ringraziamento per l’accoglienza ricevuta. Il ringraziamento, tuttavia, è stato pienamente reciproco: il dojo esprime profonda gratitudine a Lok per l’esperienza condivisa e per il prezioso contributo tecnico e umano che ha saputo trasmettere durante la sua permanenza.

Leave a Reply