
Quando un maestro come Utsunomiya Sensei (7° dan) entra in dojo, si sente subito che la serata sarà importante. La sua visita è stata un’occasione concreta per rimettere al centro i fondamentali e lavorare con attenzione su ciò che conta davvero nel Kendo.
Dopo un riscaldamento ordinato, siamo entrati nel cuore dell’allenamento. Nella parte centrale, il Sensei ci ha guidati su kirigaeshi e men‑uchi, chiedendo precisione nei kihon: postura stabile, distanza corretta, uso del corpo, ritmo. Nessun fronzolo: ripetizioni efficaci, correzioni essenziali e un invito costante a collegare intenzione ed esecuzione.
Terminato il lavoro sui fondamentali, abbiamo proseguito con un mawari‑geiko intenso e ben scandito, utile per mettere subito in pratica quanto appena visto con partner diversi e ritmi variabili. Infine, abbiamo chiuso con i kata, riportando l’attenzione sulla forma, sull’etichetta e sulla coerenza dei principi tecnici anche fuori dal contesto di jigeiko.
Più che grandi discorsi, restano idee chiare e applicabili: curare i basi, mantenere qualità in ogni singola azione, e allenarsi con continuità. Per il nostro club è stato un incontro prezioso, semplice nel format ma ricco di contenuto.
Grazie a Utsunomiya Sensei per il tempo e la disponibilità, e a tutti i presenti per lo spirito con cui hanno praticato. Speriamo di rivederlo presto—magari anche in Giappone—per continuare a crescere insieme, un keiko alla volta.
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